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Dizionario demografico multilingue (Italiano - prima edizione del 1959)

Numero osservato di morti

Da Demopædia.
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Numero osservato di morti  (mort-o, -a, pp., agg. e s., numero osservato di —)


Il livello del quoziente di mortalità (401-4) dipende anche dalla particolare composizione (144-4) — dalla composizione per età (325-6), ad esempio — della popolazione cui si applica. Da qui sorge il problema, volendosi confrontare l’incidenza della mortalità su popolazioni diverse, di costruire misure comparative di mortalità1, sotto forma di quozienti standardizzati di mortalità1, o quozienti normalizzati di mortalità1, (cfr. 135-7) in particolare: problema risolto dai demografi in vari modi. Riferendoci, per esemplificare, al caso che si vogliano istituire confronti liberi dall’influenza esercitata dalla composizione per età, due sono le vie più comunemente seguite per raggiungere lo scopo. Nei casi in cui si dispone, per le popolazioni predette, della distribuzione dei quozienti, di mortalità specifici per età (401-7), si fa ricorso ad una popolazione tipo2, caratterizzata da una determinata struttura per età, ed ai viventi (323-1*) nelle diverse classi d’età della medesima si applica la serie di quozienti effettivamente rilevati in un dato caso, indi si fa la somma del numero di morti ottenuto per ciascuna età. Operando in tal modo su ogni popolazione si otterrà per ognuna un numero di morti calcolato (403-8) — o, se si preferisce, un corrispondente quoziente di mortalità — che consente un confronto fra la mortalità nei vari casi, supposta uniforme l’influenza dell’età. È questo il metodo della popolazione tipo3. Quando manchi la anzidetta distribuzione per età dei morti, si può tendere, per via indiretta, allo stesso scopo col metodo della mortalità tipo4, o metodo dei coefficienti tipo4, applicando ai contingenti di viventi nelle varie classi d’età, in ciascuna delle popolazioni poste a confronto, una unica identica serie di quozienti di mortalità tipo6, o coefficienti tipo di mortalità6, validi per le diverse età. Confrontando il numero osservato di morti7 col numero di morti calcolato8, o numero di morti teorico8, o numero di morti previsto8, in base al metodo — o i quozienti di mortalità, osservati o calcolati, corrispondenti —, si arriva ad ottenere indici comparativi di mortalità5 — mancanti di una qualificazione più precisa —, i quali servono come indici dell’influenza, sulla mortalità generica (401-4*), delle differenze tra i quozienti di mortalità specifici per età di una popolazione data e quelli scelti come quozienti tipo. Analoghi metodi valgono pel caso in cui si voglia, nei confronti, eliminare l’influenza dei quozienti specifici di mortalità e mettere in luce solo quella dipendente dalla composizione per età delle popolazioni.

  • 4. Taluno parla, a questo proposito, anche di metodo della correzione indiretta, con espressione non felice, perchè può dar luogo ad ambiguità.


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