Intervallo protogenesico

Da Demopædia.
Intervallo protogenesico  (protogenesic-o, -a, agg. intervallo —)


Nello studio della distribuzione delle nascite nel tempo 1 (601-3), nel corso del matrimonio (501-2), si prendono in considerazione gli intervalli di tempo che corrono fra le nozze ed il primo parto (603-4), o fra parti successivi, cioè i cosiddetti intervalli genesici 2. Si usa precisare intervallo protogenesico 3, o intervallo protogenetico 3, per designare il lasso di tempo che corre tra il matrimonio ed il primo parto, ed intervallo intergenesico 4, o intervallo fra parti successivi 4, per ogni altro caso. La durata del matrimonio alla n.ma nascita 5 viene impiegata per studiare lo stesso fenomeno. Si parla di distanziamento delle nascite 6, talora nel senso di (612-1), ma più spesso per sottolineare una volontaria regolazione delle nascite (cfr. 623). Àgli effetti del computo del periodo d’esposizione fra gravidanze successive 7 (cfr. 637), l’intervallo intergravidico 7 viene determinato in vari modi: o dalla fine di una gravidanza (602-5) all’inizio della successiva, o escludendo anche il periodo del puerperio (603-6), o, infine, escludendo ancora in aggiunta il periodo di amenorrea (620-7) da allattamento.

  • 3. Intervallo protoconcezionale è usato per indicare il periodo di tempo fra le nozze e il primo concepimento (602-1).
    Particolare interesse presenta lo studio della distribuzione dei primogeniti (611-1*) in funzione della distanza dalle nozze: la curva che la raffigura è stata denominata curva protogenesiea, o curva protogenetica.
  • 4. Si parla di intervallo interconcezionale per indicare il periodo di tempo fra concepimenti consecutivi.
  • 6. distanziamento, s.m. — distanziare, v.t.


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